Mi alzo, lavo il sonno dalle occhiaie.
E già annuso l’urina ferma di una notte, che svuoto, svuoto e lavo dal secchio.
È da poco passato mezzogiorno e odoro ancora di garze sterili, di disinfettante, di un po’ di ospedale.
La sera quando mi corico questo odore lo appoggio al lenzuolo e al mio sudore.
È il mio respiro.
Vorrei che terminasse presto.
È tutta una corsa, tutta una pazienza, tutto un locale, tutta una sorta di trappola.
La stanchezza mi prosciuga le lacrime. Hanno imparato l’indugio e il residuare e così stanno.
Sarà.
Ho ancora quel mio piccolo sorriso, nonostante tutto
Nonostante tutto..Nella mia cella minuta
giovedì 28 maggio 2009
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