giovedì 18 dicembre 2008

Regali

Sono uscita con il sorgere di un sole nuovo, dopo giorni di cieli cupi e visi di pioggia, ne ho rubato qualche raggio per farne sciarpa e guanti, ne ho raccolti altri per confezionarne occhi di luce poi ho strappato anche un po’ di cielo e d’azzurro per incartare cuori da spedire a coloro che amo, ma soprattutto a coloro che sanno amare...


Il sole ha così risposto:
per quel raggio di luce che mi hai rubato io vorrò da te un sorriso celestiale che sappia risplendere al mio fianco imbrattato di passione.E quando la notte spegnerà i miei raggi non dovrai far nulla: saranno le stelle ad abbracciare il tuo sorriso intorno al mondo.
Risposta di un amico: Blulight

mercoledì 17 dicembre 2008

martedì 16 dicembre 2008

Accade

A volte succede di scoprire un piccolo fiore incastonato fra l’asfalto e il cemento, ed è subito sorriso.

lunedì 15 dicembre 2008

Domeniche

Le domeniche arrivano come scarpe nuove, ma hanno la suola consunta e i lacci stretti

sabato 13 dicembre 2008

Estremità

Le grinze della notte hanno sgualcito i miei sogni; un alba grigia mi ha fatto lo sgambetto e sono caduta dalla nuvola.
Ricomincio a pesare la terra sotto i nudi piedi. Ripiego le mie estremità, troppo ampie per un solo locale sul mondo

giovedì 4 dicembre 2008

Pelle..

Ho freddo.
Mi acciambello nel giaccone scozzese chiudendo fuori il fuori, e passo dopo passo respiro il mio fiato, caldo e regolare.
Attorciglio la sciarpa sul collo profumato e sento il mio odore, è buono. Mi annuso, il naso nella pelle e mi sento quasi a casa.

martedì 2 dicembre 2008

Orologi Bislacchi

Ignari del tempo gli orologi bislacchi
se ne van gongolando fra i loro acciacchi,
uno indietro e l’altro avantir
uotano spensierati fra i soliti passanti
Inseguendosi senza ritegno
dimentichi del loro impegno.

L’ora e i minuti aspettano con pazienza
l’evolversi di una nuova esperienza,
fra i secondi sempre di fretta
brindano e oziano sulla lancetta
e con la scusa dell’attesa
di un idea ne fan sorpresa.

Gli aghi osservano con attenzione
volgendo lo sguardo in ogni direzione
per cercare di capire cosa può capitare
se d’improvviso smettessero di girare,
già, ogni tanto perdono l’andatura
generando suspance e avventura.

Noi siamo la pura frazione
di un incredibile invenzione,
sospesa nell’arco temporale
di un curioso arcobaleno siderale
assaporiamo, a volte, la passione con le dita
per poi divenire semplice rugiada di vita.

Forse ci vogliono sogni e fantasia
per dare agli istanti quel tocco di magia,
magari un frammento di sana confusione
donerebbe all’uomo un po’ d’evasione
creando nei giorni la possibilità
di indossare pensieri in libertà.

Questa filastrocca è un dono di Natale
per un amico molto speciale
Abbinata a dei bizzarri orologi di mia fantasia
Per sorridere a questa strana profonda simpatia

lunedì 24 novembre 2008

Graffi

Si graffiò la pelle del viso sino a farla sanguinare, un dolore piacevole come a voler cancellare se stessa. Un tuffo nella neve, braccia aperte a far l’angelo.
Un angelo caduto sulla terra sbagliata…
Tracce di cuore.

giovedì 20 novembre 2008

Di lato in lato

Il silenzio circonda le stelle, oscurandone lo scintillio. Forse un giorno sorprenderò il vuoto, spostandomi di lato.

martedì 4 novembre 2008

Un Insolito MattinOrdinario

Se ne stava lì, ritta in piedi, la testa china a fissare i suoi anfibi e le stringhe di colore rosso.
Era nel bel mezzo della folla, conosciuta e temuta, la solita folla appena uscita dai vagoni della metropolitana.
Si sentiva strattonata, spinta, toccata.
Osservava solo quella gomma nera sotto i piedi, consumata da milioni di passi in corsa e desiderava solo che tutto si bloccasse, che il mondo intorno si fermasse un istante. La testa le doleva, un martello pneumatico picchiava a ritmo incessante sulle tempie come a volere spingere fuori tutti i pensieri e quel dolore fisico. Sentiva la nausea salire dallo stomaco, fermandosi in un punto preciso della gola rallentando il respiro.
Era in affanno ed immobile, stretta nei suoi jeans aderenti, con quelle gambette striminzite, cercando di mantenere un equilibrio nella sua perenne instabilità.
Doveva solo stare salda al suolo, serrare i pugni nelle tasche e resistere senza lasciarsi coinvolgere da alcun movimento o impercettibile gesto.
Adesso passa, adesso passa.. si ripeteva di continuo mentre contava i pallini di linoleum del pavimento.
Il flusso umano e fastidioso scemò lasciando una scia di odori acidi.

Mosse un piede, lentamente, e poi l’altro, in modo meccanico sino a raggiungere il seggiolino tondo di plastica rosso, ammaccato in più punti. Si sedette stringendo le natiche come ad occupare il minor spazio possibile, la superficie fredda le regalò un attimo calma, la stessa che le servì per riportare il respiro al ritmo naturale. Gradualmente il corpo si ammorbidì, i pugni si rilassarono, il martello pneumatico rallentò diminuendo lo spasmo.

Alzò la testa, si sentì quel maledetto dovere di andare al lavoro e i capelli arruffati. Le venne il vomito. Ricacciò giù il rigurgito e mesta uscì all’aria uggiosa e umida, come una goccia scivolò sull’asfalto verso l’ufficio.

...e iniziò un altro giorno.
Piccolissime conquiste…

lunedì 27 ottobre 2008

A cuSTodire

Visi e vagoni,
A sfrecciare
In sfocati minuti

Corridori e corridoi,
Nessun traguardo
A giungere

Il passo e il cuore,
A schivare
Disordini accurati

Il libro e il petto,
Premuti
A custodire

Un braccio e l’altro,
A chiudere
Emozioni troppo ampie.

giovedì 23 ottobre 2008

L....' Armonia

Toccai quel terreno con il cuore agitato, la polvere smossa nell’aria calda e il sole morbido aprirono il mio sorriso più bello; l’odore del sale si inondò nelle narici e fui semplicemente Mare.
Fui silenzio e primavera, fui spezia e gabbiano, fui oro sulla pelle e conchiglia dai riflessi lucenti. Fui solitudine e abbraccio, fui brezza e bonaccia, fui volo e asfodelo, faro e stelle...
..LampedusanArmonia..

venerdì 10 ottobre 2008

Parto...

Lampedusa... e i suoi profumi.
Ogni volta mi impregno di lei.
La voce del vento, la terra asciutta, il gioco delle nuvole. le notti affollate di stelle, l'aria salina..e ovunque è mare.

giovedì 2 ottobre 2008

mercoledì 1 ottobre 2008

Abidada?

Seppi amarti senza riserve nell’ultimo anno della tua vita quando ormai la malattia aveva ricoperto di rughe il tuo viso trasformandoti più in una nonna che in una madre.
Non avevi più le parole, ma solo qualche sillaba e lo sguardo perso in un cielo lontano.
Conobbi piano la dolcezza verso la tua pelle, forse perché gradualmente i tuoi gesti divennero affettuosi, cercavi coccole.
La sera ti prendevo per mano, per accompagnare passo dopo passo la tua andatura incerta, a volte col corpo talmente piegato di lato da chiedermi ancora oggi come, cosi storta, riuscivi a mantenere quel poco di equilibrio che ti rimaneva.
Stringevi forte la mia mano con la tenacia di un neonato, ti fermavi spesso guardandomi negli occhi ,curiosa di capire chi fossi, io tua figlia; poi d’un tratto con espressione rapita, mi domandavi: abidada? Io non sapevo e non so tutt’ora cosa desideravi dire, ma per me era come un segno di riconoscimento perché al mio annuire, capitava che mi regalavi un sorriso inaspettato, certo tutto sbilenco, ma bellissimo.
In quell’istante una debole luce dava vivacità ai tuoi occhi, era un istante troppo breve, ma imparai a coglierlo; ogni volta lo ponevo nel cuore come fosse un preziosissimo tesoro.
Li ho ancora sai, tutti i tuoi piccoli sorrisi storti.
Ora quando piango rivedo quei sorrisi, duravano una frazione di secondo ma, ora, sono miei per sempre.

lunedì 29 settembre 2008

...Zia...

Mi lavai i denti con lo sguardo e l’attesa di mia nipotina incollati ai miei gesti, mi attendeva per leggerle la sua filastrocca, per poi addormentarci insieme, a letto, nello stesso orario. Evento di gioia.
Il solito rito: accesi la candelina a forma di stella appoggiata sulla sponda del mio letto, staccai dal muro il foglio di carta, la filastrocca a lei dedicata che scrissi quando lei nacque.
Mi sedetti a gambe incrociate e mi rimboccai il soffice e tiepido piumotto sino alla vita, mentre al mio fianco, Valeria si accovacciava cinetica sotto il suo di piumino, tirandosi frettolosamente il bordo del tessuto sino alla bocca, mai stanca di proferire parole.
Lessi con tono lieto le prime strofe, lasciando a lei il gioco della rima all’ultima parola che prontamente inseriva con memoria infallibile.
D’improvviso sgusciò dalle lenzuola per chissà quale ragione e nella totale sbadataggine e impazienza infantile, al suo secondo passo inciampò nella gamba del letto e cadde assaporando il parquet.
Il pianto echeggiò rumoroso nella stanza con una quantità tale di acqua negli occhi da non vedere più la limpidezza della sua pupilla.
La raccolsi con tenerezza e la strinsi fra le mie braccia, incollandomela al petto.
Mi rimisi seduta nel letto, creando fra le mie gambe poste ad angolo retto, piede contro piede un alcova tutta per lei, ancora immersa nel suo piccolo grande mare salato. Iniziai a dondolare, le accarezzai i capelli baciandole con estrema leggerezza la pelle vellutata del viso in modo da asciugare i rigagnoli dalle guance.
Avevo gli occhi acquosi e segreti; avrei desiderato a mia volta essere in un anfratto, incastonata fra le gambe di un'altra persona, stretta al suo petto e avvolta in un abbraccio, accarezzata mentre raccoglieva le mie lacrime, la mia tristezza, il mio cuore.
Rimanemmo cosi sino a quando la quiete si appoggiò di nuovo al suo sorriso.
Le rimboccai la notte e le stelle con un ultimo bacio.
Presi il cuscino e in un affondo donai il mio pianto sommesso, silenzioso; fu la rugiada della sera che liberavo piano piano.
Non potevo importunare la notte. Non potevo svegliare Valeria.
Non potei.
Mi sentii intrappolata, il mio mare si trasformò in oceano. Un oceano senza canto, un oceano imprigionato.
Può mai essere imbrigliato un oceano?

Stamani, salutai il mattino e la piccola con un bacio, rimisi i vestiti di ieri per non far troppo rumore e chiusi il portone di casa dietro al mio silenzio.
Oggi il mio viso è appannato e gli occhi sono meno vivaci. Attendo l'allontanarsi delle nuvole. Presto i raggi del sole faranno di nuovo capolino, li aspetto, con i miei fiori colorati.

martedì 23 settembre 2008

Esposta

Ho maniche lunghe oggi a cui aggrapparmi, nascondo le mani in segno di riparo, tracciando una linea intima e immaginaria a proteggere la sensibilità di questo periodo; troppo esposta.
Evito visi, evito sguardi, schivando in qualche modo un po’ il mondo.
Non è facile.

Mi nascondo nei libri, nelle loro pagine, a loro riserbo le mie lacrime, i miei desideri, i miei baci, il mio profumo e la mia inquietudine.
Dono me alle parole che vorrei mi appartenessero e mi appartengono perché mi entrano dentro colmando e calmando il cuore.

Sono le mie compagne d’ore, i miei abbracci, i miei rifugi.

giovedì 18 settembre 2008

Home...less

Cartoccio di stagnola
e pasta fredda
a sfamare un pomeriggio.

Il solito anfratto
ad ombrare avanzi
e quel che resta di un viso.

Il corpo a curvare
non più cielo,
solo terra, a guardare

fu donna e fragranza,
fu vita e decenza,
un dì. Forse…

lunedì 8 settembre 2008

martedì 2 settembre 2008

TerreniParralleli

Ho comprato una pianta mamma, è una pianta piccola ma ha foglie diritte e puntano verso il cielo. Ti piaceva tanto avere degli angoli verdi in casa e te ne prendevi cura con affetto, in cambio quel verde diventava sempre più verde, più vivace, più vivo.
Abbiamo dovuto toglierle quelle piante, strappavi loro le foglie di nascosto, una ad una sino a renderle disadorne, indebolite, spoglie, come spoglia e indebolita diventava la tua ragione a cui veniva lentamente strappato ogni pensiero.
Le trovavamo in tasca, le foglie; ingiallite, secche, prive di vita.
I tuoi pensieri, invece, non si trovavano più..
Smarriti per sempre.
Non ci sono più quelle piante. Non ci sei più tu.

Oggi ho comprato una pianta mamma, l’ho regalata a papà perché se ne prendesse cura.
Ora tocca a lui.
Ritorneranno gli angoli verdi in questa casa imbiancata di fresco, nuovi angoli verdi in cui ritrovarti in ogni foglia.

sabato 16 agosto 2008

Valigie in Città

È estate in una città svuotata e accaldata, dal cemento molle e piedi affaticati. Solitudini ad ogni angolo e vecchietti a trascinare valigie di sopravvivenza.

martedì 5 agosto 2008

Bucce di iSTanti

Oggi mi sento cestino.
Un cestino dimenticato, colmo di cartacce, bucce di istanti, gusci di lacrima e ricordi.

giovedì 10 luglio 2008

Amore a Metr..ò


..e il metrò ripartì

Allacciò i fianchi a sé
un braccio a scostare,
stoffa a sipario.

a toccar fermate

Una carezza,
come a pettinarle
il viso di baci.

stantie

il viso a baci

martedì 8 luglio 2008

Rassettìi

Mi vesto di rosso acceso per ritrovare l’energia di un giorno, chiusa in un tubino e slanciata da un paio di tacchi genero la donna che è in me.
Il frutto femminile è allestito ed ultimato.
Dritta e aperta ricompongo il mio coraggio incollandolo al viso sinché il passo si fa deciso, un tocco via l’altro e anche l’equilibrio diviene stabile.
È un riordinare d’armadio, una schiusa di persiane. Uno spiffero di presenza.

lunedì 7 luglio 2008

martedì 1 luglio 2008

Vagabondìo

..e fra i lampi di un cielo notturno brilla ancora la canicola, e tutt'intorno l'aroma della spiga acerba.
Cerco le stelle dietro nubi d'umidità per baciarle una ad una...
...l'asfalto mi conduce a casa, mio malgrado, rimangono i pensieri, vagabondi

lunedì 30 giugno 2008

Perturbazioni..

E’ormai buio su questo balcone che non fa altro che resistere alle intemperie e alle stagioni della vita, sempre rivolto al campanile di pietre e mattoni dove la preghiera dell’uomo è scalfita con dolore e sangue.
Ma il cielo è ancora li a cambiare espressione, senza difendersi, senza arrendersi.
Seduta qui, con l’afa ancora fra le ciglia, annuso la fine di una tempesta.
L’aria ora è fresca sulle mie gambe nude. Ascolto e osservo le ombre che in cerchio cantano sottovoce, narrando me e questa notte che mi ruba il sonno..

giovedì 26 giugno 2008

S..cucita

..e chi mi rammenda oggi l’occhi?
Sfilacci d’ore.

Ch’usi uno spago d’alba
ché rifletta luce e preludi giorni.

martedì 17 giugno 2008

S..Tonalità Di Donna

Passi a ciondolìo
e sensualità.
L'eyeliner a curvare
tracce di panorami.

Sfrontatezza e riserbo
a smalto di donna.
Nello sguardo lascivo
un andante con brio

e, nelle tasche
ombretti di fantasia
a sciogliere…
…in proibiti baci

lunedì 16 giugno 2008

FraganzAmico

E’ bellissimo avere il profumo di un amico addosso, magari uscissimo tutti vestiti così.. indossando gocce di felicità.

...a tutte le persone che mi amano e che io amo...

domenica 15 giugno 2008

Bambù

Sto imparando a stare diritta, testa alta, spalle al cielo e occhi all’orizzonte.
Sto imparando ad essere un fusto ritto, coi germogli rivolti al sole.

mercoledì 11 giugno 2008

stropiccìo

Ti cerco nelle fessure dei giorni, sulla cima delle ore e ti ritrovo a stropicciarmi lo sguardo...

lunedì 9 giugno 2008

Abbracci...

Abbracciami.
Chiedo solo un abbraccio, brezza d’anima. Stringimi in delicate calle dal gambo affusolato, avvolgi in corolle bianche il mio cuore smarrito. Fammi sentire l’alcova del tuo corpo curvato in me.
Non voglio sbiadire come un foulard steso al logorio del sole.


È rugiada, l’acqua dei miei petali.
Se li annusi profumano di cielo, se li sfiori sono carezze di velluto; se li osservi puoi scorgerne la purezza, coglierne le sfumature; se li abbracci arriverai alla sorgente; se li raccogli saranno amicizia e amore infinito.

domenica 8 giugno 2008

My Garden

So ascoltare il Silenzio, non invado il campo a filo tirato. Gioisco ai confini del recinto piantando fiori colorati.......

FarFlowers

"FarFlowerS" in my garden - Stefania Gandini

mercoledì 4 giugno 2008

diSTEse..

Non ho voglia di estate, ne di sole...
solo mare,
distese di mare, distese di vento, distese di fiori
e io lì, accanto,
con me in loro

giovedì 29 maggio 2008

Gocciare D'Occhi

Profumo d’erba tagliata
e gocciare di pioggia,
e lacrime
nel mio cuore scolato
di un maggio sudato

Nel firmamento, nudo,
scalpicci d’umidità.
Smollìo d’occhi
a velare
questo mio sguardo vitreo

sabato 24 maggio 2008

lunedì 28 aprile 2008

Una Serata Shantaram

Può risultare anomalo, ma ammetto che è stato molto faticoso, non tanto decidere con la testa ma muovere tutto il corpo, il cuore e soprattutto le emozioni. È stato difficile uscire di casa e affrontare l’intercedere insicuro dei miei passi, muovermi in mezzo alla folla straniera della domenica, sentirmi bucare da occhi di tanti, troppi volti. Essere indifesa. Ma tenevo le spalle dritte, aperte al coraggio, il mio talmente sottile. Proseguivo, procedevo con l’unico scopo di riuscire ad arrivare a quello che avevo letto, ovvero che uno dei miei scrittori preferiti era a Milano, in una libreria del centro. Avrebbe rilasciato un intervista ed io non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione.
Arrivai finalmente in loco, come sempre con largo anticipo, dovevo fare miei quegli spazi, non desideravo sentire la folla attorno ne essere preoccupata per non trovare il posto a sedere. Rimasi in circospezione per una ventina di minuti, poi decisi di informarmi se sarei già potuta entrare nella sala per prendere posizione. Cosi mi sedetti in seconda fila, ma non centrale, occupai la prima sedia sul lato destro. Aspettai li, sul quel piccolo quadratrino di plastica e me lo feci amico, me lo feci familiare. Finalmente mi tranquillizzai e attesi. Il piccolo evento iniziò, la sala era stracolma, tanta gente in piedi, stretta una contro l’altra, subito pensai: meno male che sono arrivata in anticipo. L’intervista si svolse in inglese, già mi accorsi che la maggior parte delle persone presenti capiva, si certo un po’ anche io comprendevo il senso e ne rimasi quel poco sorpresa, ma sentivo comunque il peso dell’ignoranza linguististica, per fortuna l’interprete traduceva ogni parola, quasi cercando di imitarne le espressioni. Mi sentivo trasportata in una dimensione nuova e la stavo respirando da sola, non avevo alcuna piccola paura, ero inglobata in ogni parola, dimenticando i miei smarrimenti che celeri mi attendevano all’uscita per accompagnarmi nel tragitto verso casa. Non sono mai sola.
Il buio, coprì in fretta il cuore della città quando terminò l’incontro. Sbucai fuori dal locale, alzai lo sguardo, inspirai, quasi a trattenerne l’attimo, sbuffai e ripresi il passo verso casa.
Il mio cuore applaudì, io gli sorrisi.

mercoledì 23 aprile 2008

EremitAttimi

Serata:
Un’auto come rifugio per due ore di assoluto silenzio.
Un libro come compagno speciale per due ore in un'altra vita.
Un lampione come candela per due ore di timida luce.

domenica 20 aprile 2008

Umidi Tulipani

Questi giorni odorano di sonno, si sdraiano sul letto del tempo prendendomi per mano. Estranea stropiccio fra le dita un desiderio troppo grande; socchiudo gli occhi stringendo a me i tulipani gialli del lenzuolo e nel vaso aperto offro loro un po’ d’acqua...

venerdì 18 aprile 2008

Seta

Alle volte basta un tiepido sussurro, un alone, per avvolgere una sciarpa sul cuore.
So che l’effetto si affievolirà presto, ma per quell'attimo, solo quell'attimo, sarà la mia seta.

mercoledì 16 aprile 2008

FragiliFili

Siamo lingua di vento,
Sussurri di cielo,
Fragili bottoni di pioggia
imbastiti con fili di sole

giovedì 10 aprile 2008

Perle di Sale

Socchiusi la notte fra le mani ferite.
Fasciata del suo lenzuolo
affogai la pelle nel cuscino,

L’anima ne esalò il diluvio
liberandone i confini.

Al bisbiglio d’aria un angelo si svegliò,
ospitò le mie perle di sale
e soffiando ne fece collana.

It's raining

Respiri a Rugiada - Stefania Gandini

mercoledì 9 aprile 2008

Ore a Rovescio

A piedi nudi la notte passeggia nelle mie vie, il suo alito tiepido arriccia i miei vestiti. Mi stringo nelle spalle abbracciandomi i seni con occhi all’insù, fra nuvole grigie e alberi sventolanti a tendermi la mano.
Cammino sola.
Fra le lacrime raccolgo un respiro, ha sapore lontano e capelli argento.
Tienimi vicina, non farò rumore.
Non ho casa; solo ore rovesciate.

martedì 8 aprile 2008

domenica 6 aprile 2008

Equilibri

Rimango in bilico, sul filo di me stessa a sfiorare sorrisi lontani.
Forse, in una notte li bacerò nel sogno e si scioglieranno fra le ciglia...

domenica 30 marzo 2008

Brindisi

..E fra le narici
l’aroma struggente del legno.
Raccoglimi così.

Tizzone e cenere.

Dal mosto memore
che d’uva morbida calpestai
donami un sorso amico,

Che sia vite o zolla, oppure fumo
Impregnerò il mio bulbo sino a straripare
in fiori e foglie caduche.

Cin.

sabato 29 marzo 2008

Vuoti a Rendere

Ossa erose da stagioni bianche
solcano abitudinarie
su e giù le zolle di casa,
ormai espatriato fruscìo

Hai smesso di cercarti.
Ho smesso di trovarti.

Ciabatte logore i tuoi neuroni,
strisciano fra parole a digiuno
Resta solo la pelle arrugginita.
Calcare della vita.

Siamo vuoti a rendere.

A Mia Mamma

venerdì 28 marzo 2008

MyKalosTattoo

My Beautiful Tattoo, it's one on the my favourite flowers!
Ovviamente il disegno è di mia creazione!!! :)
L'artisTattoo o meglio il CreaTattoo ..hhihihihhihi... è Mr Sago: http://www.sagotattoo.it/Studio.htm




giovedì 27 marzo 2008

Valeria

Tutti i bimbi dovrebbero avere
una filastrocca tutte le sere.
questa è di Valeria, un bel fiore dalla Madre sbocciato
colorando d’arcobaleno il giardino del creato.

Si parlava di te giocando al tuo nome,
attenti che non stonasse col cognome;
già vivevi nei pensieri
tenero pulviscolo di ieri.

Nello stagno dei miracoli respiravi
e come una piccola ranocchia nuotavi,
con la fretta di scoprire la vita
della Pasqua fosti la sorpresa preferita.

Al tuo primo sguardo sul mondo
regalasti emozioni tutte in tondo,
sorgendo nel sole dalla lacrima
salutasti di gioia la mia anima.

Cara, dolce creatura del cuore,
piccolo germoglio d’amore
emani grandi sorrisi di meraviglia
ad ogni lieve palpito di ciglia.

Ovunque evapori di luce e stupore
baciando l’aria del tuo candore,
con occhi di mandorla osservi incantata
facendo dell’universo una poesia delicata.

Dormendo beata come un angioletto
della notte sei il magico folletto,
la luna spiando i tuoi sogni fra le mani
offre gentile, luminose stelle al tuo domani.

lunedì 24 marzo 2008

Caffè, Te, Me.

Nell’alba della settimana
Il caffè profuma del tuo sguardo
il cucchiaino ne sfiora il profilo,
lentamente,
a tondo,
chiudo gli occhi
schiudo le labbra
un sorso, un bacio,
l’aroma di te.

Chimera.

Buon Compleanno D.