Si spogliò di ogni monile,
tranne
il suo cuore
venerdì 31 luglio 2009
giovedì 23 luglio 2009
lentamente il mattino...
Il cuscino è schiacciato contro il mio corpo, nudo per il troppo caldo.
Il ventilatore a potenza uno, è puntato verso me e soffia l’aria calda sospesa nella stanza, mentre cerco di alleviare i pensieri e farmi debole socchiudendo lo sguardo.
Nulla.
Gli occhi umidi segnano percorsi precisi.
Asciugo le lacrime con il dorso della mano, percepisco l’odore del mare e mi stringo più forte.
Ho caldo.
Mi rigiro insonne, allargando braccia e gambe.
Guardo il soffitto basso. Negli angoli le ombre scure disegnano sagome indefinite a cui tento di inventare una faccia senza riuscirci.
La luce debole della notte filtra dai lucernai e rende ogni cosa quasi visibile, le mensole colme di libri, che conto per gioco e sorrido, li ho letti quasi tutti.
La poltrona di tessuto blu riposa e sembra non patire questa canicola, è in silenzio coi miei vestiti sudati a farle da vestito; i sandali che galleggiano sul parquet, a distanza misurata.
La scrivania è un alone, percepisco i contorni dei pennelli, dei tubetti di colore, le carte, le cianfrusaglie e i pensieri ancora ormeggiati al legno scuro; i cd impilati uno sull’altro come un faro spento.
Osservo lo specchio alto e stretto dove la luna spesso si diffonde e vanitosa mi dona un po’ d’argento e magia.
Ora, invece, è solo col suo riflesso.
Come me.
Ho caldo.
Gli occhi spalancati a cercare un sonno che non arriva, sono stanca e ancora il pianto si fa sottile.
E lentamente il mattino....
Il ventilatore a potenza uno, è puntato verso me e soffia l’aria calda sospesa nella stanza, mentre cerco di alleviare i pensieri e farmi debole socchiudendo lo sguardo.
Nulla.
Gli occhi umidi segnano percorsi precisi.
Asciugo le lacrime con il dorso della mano, percepisco l’odore del mare e mi stringo più forte.
Ho caldo.
Mi rigiro insonne, allargando braccia e gambe.
Guardo il soffitto basso. Negli angoli le ombre scure disegnano sagome indefinite a cui tento di inventare una faccia senza riuscirci.
La luce debole della notte filtra dai lucernai e rende ogni cosa quasi visibile, le mensole colme di libri, che conto per gioco e sorrido, li ho letti quasi tutti.
La poltrona di tessuto blu riposa e sembra non patire questa canicola, è in silenzio coi miei vestiti sudati a farle da vestito; i sandali che galleggiano sul parquet, a distanza misurata.
La scrivania è un alone, percepisco i contorni dei pennelli, dei tubetti di colore, le carte, le cianfrusaglie e i pensieri ancora ormeggiati al legno scuro; i cd impilati uno sull’altro come un faro spento.
Osservo lo specchio alto e stretto dove la luna spesso si diffonde e vanitosa mi dona un po’ d’argento e magia.
Ora, invece, è solo col suo riflesso.
Come me.
Ho caldo.
Gli occhi spalancati a cercare un sonno che non arriva, sono stanca e ancora il pianto si fa sottile.
E lentamente il mattino....
martedì 21 luglio 2009
Disordine d'ali
Ho un certa premura, una sorta di fretta nella fretta
Lo stomaco si apre, si chiude, corre, si ferma, forse...
non ho solo digerito la notte.
Volo disordinata sul posto.
Lo stomaco si apre, si chiude, corre, si ferma, forse...
non ho solo digerito la notte.
Volo disordinata sul posto.
venerdì 17 luglio 2009
CorrentInsonni
Come posso dormire in questo forte vento, sbattono le mie vele a mare aperto, i polmoni tracimano paura.
Resisterà ancora questa nave? cerco una calanca per un po’ di bonaccia, ..e lì sdraiare la mia inquietudine.
Resisterà ancora questa nave? cerco una calanca per un po’ di bonaccia, ..e lì sdraiare la mia inquietudine.
mercoledì 15 luglio 2009
Colla d'estate
S’appiccica l’afa all’aria
per ogni goccia d’umido,
e fili d’erba,
tagliati e mondati
Al sole, in questo effluvio serale,
fermo.
Colla d’estate.
per ogni goccia d’umido,
e fili d’erba,
tagliati e mondati
Al sole, in questo effluvio serale,
fermo.
Colla d’estate.
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