Sapesse fumare l'ultima sigaretta
come estremo saluto alla vita.
Sentirne la cenere,
un soffio.
Polvere a sporcare l'aria.
Quel barlume di fuoco
farsi forte in un solo aspiro
e cedere
al sospiro con gli occhi nel cielo.
Invece cadde.
Sparita in un autunno secco
fra le foglie.
lunedì 23 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
In novembre
Nella palude novembrina
le caldarroste crepitano.
Taccio nell’abbrustolìo
mentre Il calore stringo.
Un cartoccio d’inchiostro
e gusci sul fondo.
Ci fosse almeno il mare
Fragrante, qui,
a portarmi via.
le caldarroste crepitano.
Taccio nell’abbrustolìo
mentre Il calore stringo.
Un cartoccio d’inchiostro
e gusci sul fondo.
Ci fosse almeno il mare
Fragrante, qui,
a portarmi via.
martedì 29 settembre 2009
Arrivi e Partenze
Partirò con la fatica nelle tasche e scivolerò nell’attesa tra un aereo e l’altro
In solitudine.
Stringerò il cuore forte forte perché non si spacchi e dal finestrino mi abbandonerò al mare per ritrovare sorrisi conosciuti.
Ci sarà il sole a dondolare la mia tristezza, il sale fra i capelli e la brezza a cui regalare le mie braccia aperte.
Mi aspetterà il ritorno e un cammino nuovo, e la mia fragilità dovrà scoprire nuove forze.
Un altro terreno da coltivare.
In solitudine.
Stringerò il cuore forte forte perché non si spacchi e dal finestrino mi abbandonerò al mare per ritrovare sorrisi conosciuti.
Ci sarà il sole a dondolare la mia tristezza, il sale fra i capelli e la brezza a cui regalare le mie braccia aperte.
Mi aspetterà il ritorno e un cammino nuovo, e la mia fragilità dovrà scoprire nuove forze.
Un altro terreno da coltivare.
lunedì 21 settembre 2009
Stretta
È un continuo grattarmi addosso, graffiare nelle pieghe.
La mandibola stretta e notturna duole al sorriso
Un giorno fradicia saprò ridere di questa pioggia.
La mandibola stretta e notturna duole al sorriso
Un giorno fradicia saprò ridere di questa pioggia.
venerdì 28 agosto 2009
sabato 1 agosto 2009
Ago..sto
È una notte calma, immobile, come lo può essere solo una serata agosto in cui le persiane chiuse suggeriscono la buonanotte. Le persone e le luci accese sono via, sono in vacanza. Da lontano odo il suono di una fisarmonica, semplice compagnia per cuori accaldati e solitari, pochi, ad animare la scia di questo giorno estivo che scivola dietro al presente.
Accanto il luccichio ballerino delle candele, raccolgo il loro bagliore e il profumo impalpabile di cera che invade i miei sensi.
È stato un giorno tranquillo, oggi.
Ricordi lontani, ma nemmeno tanto, si fanno solidi, sono i rumori di casa, quelli che facevo fatica ad accettare e renderli famigliari, ma nello stesso istante rendevano questa casa, la casa in cui vivo.
Era la presenza di una madre. Di una malattia. Di un cuore smarrito e di un altro che voleva ritrovarlo. Di urla per cercarlo..
La mia stanza è una mansarda; a misura d’uomo. La mia misura.
È una piccolo riparo, bastava e basta salire le scale e tutto ciò che succede sotto sembrava e sembra che non mi appartenga. Ma non è così.
Non lo è mai stato.
Ogni respiro di rumore è con me. Sempre.
È un po’ il mio ricordo, era un po’ la mia rabbia.
È un po’il mio silenzio; è sempre la mia voce.
Accanto il luccichio ballerino delle candele, raccolgo il loro bagliore e il profumo impalpabile di cera che invade i miei sensi.
È stato un giorno tranquillo, oggi.
Ricordi lontani, ma nemmeno tanto, si fanno solidi, sono i rumori di casa, quelli che facevo fatica ad accettare e renderli famigliari, ma nello stesso istante rendevano questa casa, la casa in cui vivo.
Era la presenza di una madre. Di una malattia. Di un cuore smarrito e di un altro che voleva ritrovarlo. Di urla per cercarlo..
La mia stanza è una mansarda; a misura d’uomo. La mia misura.
È una piccolo riparo, bastava e basta salire le scale e tutto ciò che succede sotto sembrava e sembra che non mi appartenga. Ma non è così.
Non lo è mai stato.
Ogni respiro di rumore è con me. Sempre.
È un po’ il mio ricordo, era un po’ la mia rabbia.
È un po’il mio silenzio; è sempre la mia voce.
venerdì 31 luglio 2009
giovedì 23 luglio 2009
lentamente il mattino...
Il cuscino è schiacciato contro il mio corpo, nudo per il troppo caldo.
Il ventilatore a potenza uno, è puntato verso me e soffia l’aria calda sospesa nella stanza, mentre cerco di alleviare i pensieri e farmi debole socchiudendo lo sguardo.
Nulla.
Gli occhi umidi segnano percorsi precisi.
Asciugo le lacrime con il dorso della mano, percepisco l’odore del mare e mi stringo più forte.
Ho caldo.
Mi rigiro insonne, allargando braccia e gambe.
Guardo il soffitto basso. Negli angoli le ombre scure disegnano sagome indefinite a cui tento di inventare una faccia senza riuscirci.
La luce debole della notte filtra dai lucernai e rende ogni cosa quasi visibile, le mensole colme di libri, che conto per gioco e sorrido, li ho letti quasi tutti.
La poltrona di tessuto blu riposa e sembra non patire questa canicola, è in silenzio coi miei vestiti sudati a farle da vestito; i sandali che galleggiano sul parquet, a distanza misurata.
La scrivania è un alone, percepisco i contorni dei pennelli, dei tubetti di colore, le carte, le cianfrusaglie e i pensieri ancora ormeggiati al legno scuro; i cd impilati uno sull’altro come un faro spento.
Osservo lo specchio alto e stretto dove la luna spesso si diffonde e vanitosa mi dona un po’ d’argento e magia.
Ora, invece, è solo col suo riflesso.
Come me.
Ho caldo.
Gli occhi spalancati a cercare un sonno che non arriva, sono stanca e ancora il pianto si fa sottile.
E lentamente il mattino....
Il ventilatore a potenza uno, è puntato verso me e soffia l’aria calda sospesa nella stanza, mentre cerco di alleviare i pensieri e farmi debole socchiudendo lo sguardo.
Nulla.
Gli occhi umidi segnano percorsi precisi.
Asciugo le lacrime con il dorso della mano, percepisco l’odore del mare e mi stringo più forte.
Ho caldo.
Mi rigiro insonne, allargando braccia e gambe.
Guardo il soffitto basso. Negli angoli le ombre scure disegnano sagome indefinite a cui tento di inventare una faccia senza riuscirci.
La luce debole della notte filtra dai lucernai e rende ogni cosa quasi visibile, le mensole colme di libri, che conto per gioco e sorrido, li ho letti quasi tutti.
La poltrona di tessuto blu riposa e sembra non patire questa canicola, è in silenzio coi miei vestiti sudati a farle da vestito; i sandali che galleggiano sul parquet, a distanza misurata.
La scrivania è un alone, percepisco i contorni dei pennelli, dei tubetti di colore, le carte, le cianfrusaglie e i pensieri ancora ormeggiati al legno scuro; i cd impilati uno sull’altro come un faro spento.
Osservo lo specchio alto e stretto dove la luna spesso si diffonde e vanitosa mi dona un po’ d’argento e magia.
Ora, invece, è solo col suo riflesso.
Come me.
Ho caldo.
Gli occhi spalancati a cercare un sonno che non arriva, sono stanca e ancora il pianto si fa sottile.
E lentamente il mattino....
martedì 21 luglio 2009
Disordine d'ali
Ho un certa premura, una sorta di fretta nella fretta
Lo stomaco si apre, si chiude, corre, si ferma, forse...
non ho solo digerito la notte.
Volo disordinata sul posto.
Lo stomaco si apre, si chiude, corre, si ferma, forse...
non ho solo digerito la notte.
Volo disordinata sul posto.
venerdì 17 luglio 2009
CorrentInsonni
Come posso dormire in questo forte vento, sbattono le mie vele a mare aperto, i polmoni tracimano paura.
Resisterà ancora questa nave? cerco una calanca per un po’ di bonaccia, ..e lì sdraiare la mia inquietudine.
Resisterà ancora questa nave? cerco una calanca per un po’ di bonaccia, ..e lì sdraiare la mia inquietudine.
mercoledì 15 luglio 2009
Colla d'estate
S’appiccica l’afa all’aria
per ogni goccia d’umido,
e fili d’erba,
tagliati e mondati
Al sole, in questo effluvio serale,
fermo.
Colla d’estate.
per ogni goccia d’umido,
e fili d’erba,
tagliati e mondati
Al sole, in questo effluvio serale,
fermo.
Colla d’estate.
lunedì 8 giugno 2009
Soura
Porto a tracolla un dono, il bello di un giorno a caso.
Un giorno con il sorriso di una fanciulla bellissima, di un sole tiepido che ti scalda senza infastidire.
È l’abbraccio di oggi.
Gioire. Nell’anima.
Un giorno con il sorriso di una fanciulla bellissima, di un sole tiepido che ti scalda senza infastidire.
È l’abbraccio di oggi.
Gioire. Nell’anima.
sabato 6 giugno 2009
giovedì 28 maggio 2009
L' ODOre
Mi alzo, lavo il sonno dalle occhiaie.
E già annuso l’urina ferma di una notte, che svuoto, svuoto e lavo dal secchio.
È da poco passato mezzogiorno e odoro ancora di garze sterili, di disinfettante, di un po’ di ospedale.
La sera quando mi corico questo odore lo appoggio al lenzuolo e al mio sudore.
È il mio respiro.
Vorrei che terminasse presto.
È tutta una corsa, tutta una pazienza, tutto un locale, tutta una sorta di trappola.
La stanchezza mi prosciuga le lacrime. Hanno imparato l’indugio e il residuare e così stanno.
Sarà.
Ho ancora quel mio piccolo sorriso, nonostante tutto
Nonostante tutto..Nella mia cella minuta
E già annuso l’urina ferma di una notte, che svuoto, svuoto e lavo dal secchio.
È da poco passato mezzogiorno e odoro ancora di garze sterili, di disinfettante, di un po’ di ospedale.
La sera quando mi corico questo odore lo appoggio al lenzuolo e al mio sudore.
È il mio respiro.
Vorrei che terminasse presto.
È tutta una corsa, tutta una pazienza, tutto un locale, tutta una sorta di trappola.
La stanchezza mi prosciuga le lacrime. Hanno imparato l’indugio e il residuare e così stanno.
Sarà.
Ho ancora quel mio piccolo sorriso, nonostante tutto
Nonostante tutto..Nella mia cella minuta
giovedì 16 aprile 2009
Tardi..Vità
Stamani sono arrivata più tardi del solito. Piove.
Arrivo sempre un po’ in ritardo.
Mi perdo.
Mi perdo nel tempo, nel cuscino, davanti all’armadio, nei vestiti che metto, che tolgo, che rimetto e ritolgo; mi abbandono nello specchio, nel trucco, nel dentifricio, nelle scarpe e nei miei gesti.
Ma stamani la pioggia ha paralizzato i minuti, le auto, le persone e l’asfalto.
Stamani sono arrivata più tardi, sì più tardi del solito, tardi sotto le pioggia, tardi coi capelli bagnati, tardi, guardando l'orologio che non indosso.
Arrivo sempre un po’ in ritardo.
Mi perdo.
Mi perdo nel tempo, nel cuscino, davanti all’armadio, nei vestiti che metto, che tolgo, che rimetto e ritolgo; mi abbandono nello specchio, nel trucco, nel dentifricio, nelle scarpe e nei miei gesti.
Ma stamani la pioggia ha paralizzato i minuti, le auto, le persone e l’asfalto.
Stamani sono arrivata più tardi, sì più tardi del solito, tardi sotto le pioggia, tardi coi capelli bagnati, tardi, guardando l'orologio che non indosso.
martedì 14 aprile 2009
Occasionalincontri
Alzai di colpo la testa per vedere la luce bucarmi il viso.. e d’improvviso affondai in un paio d’occhi color del ghiaccio, puliti e seri. Mi imbattei poi nel suo viso e nei suoi capelli color dell'argento, corti e sbarazzini. Un volto che altre volte vidi e che spesso cerco. Frugo fra le tante teste e fra le molte orecchie occupate dagli auricolari e dalla musica del mattino e della sera, nei viaggi metropolitani che si fanno per andare e tornare dal lavoro. bene o male si hanno gli stessi orari, la stessa carrozza.
Sarà quel colore di capelli che mi rassicura, quel suo viso serio e buffo insieme, quell’estraniarsi dal mondo che comprendo.
Incontri occasionali in cui entrambi sappiamo di esserci già visti.
Alcuni istanti in cui le lacrime si fanno calde e corrono al cuore.
Un sorriso e un pianto nello stesso impasto.
Sarà quel colore di capelli che mi rassicura, quel suo viso serio e buffo insieme, quell’estraniarsi dal mondo che comprendo.
Incontri occasionali in cui entrambi sappiamo di esserci già visti.
Alcuni istanti in cui le lacrime si fanno calde e corrono al cuore.
Un sorriso e un pianto nello stesso impasto.
lunedì 13 aprile 2009
Spellature
Le spalle nude costrette alla parete, sentire il freddo del muro, schiacciarsi contro con prepotenza. Stringere i denti sino a violentare le mascelle e sentirle talmente dure da scricchiolare.
È quel po’ di dolore che si procura per sentire la vita imbattersi nel suo corpo.
Questa volta così. Altre volte in altri modi. Piccole lesioni interne. Mentali?
Sta attenta al suo corpo, lo idrata, lo liscia, lo espone ai giudizi, perché i suoi spesso sono maltrattati, sgarbati. Così si aggiusta con la cortesia del mondo fuori. Quel mondo distante di cui non sente il contatto.
Non sono giornate buone. Sono giornate lunghe e noiose, senza sguardo.
Eppure i suoi occhi sono cosi belli, cosi limpidi, cosi soli.
Eppure lei, lei sa amare così tanto.
È quel po’ di dolore che si procura per sentire la vita imbattersi nel suo corpo.
Questa volta così. Altre volte in altri modi. Piccole lesioni interne. Mentali?
Sta attenta al suo corpo, lo idrata, lo liscia, lo espone ai giudizi, perché i suoi spesso sono maltrattati, sgarbati. Così si aggiusta con la cortesia del mondo fuori. Quel mondo distante di cui non sente il contatto.
Non sono giornate buone. Sono giornate lunghe e noiose, senza sguardo.
Eppure i suoi occhi sono cosi belli, cosi limpidi, cosi soli.
Eppure lei, lei sa amare così tanto.
giovedì 9 aprile 2009
Pietà
Scintille di intelligenza divina
Soffiano purezza su marmo bianco
tormentato di antica Pietà
Già allora ti amai
Nobile genio dall’alito immortale
smarrendomi nell’umana pubertà
Della creatività fluita
la Grande Madre fiatò
il respiro di Dio fra le tue sapienti dita
Figlio
Sorretto sul ventre del mondo,
a quest’uomo in bilico
donasti la morte per offrire la vita
..Pasqua..
Soffiano purezza su marmo bianco
tormentato di antica Pietà
Già allora ti amai
Nobile genio dall’alito immortale
smarrendomi nell’umana pubertà
Della creatività fluita
la Grande Madre fiatò
il respiro di Dio fra le tue sapienti dita
Figlio
Sorretto sul ventre del mondo,
a quest’uomo in bilico
donasti la morte per offrire la vita
..Pasqua..
sabato 21 marzo 2009
21.marzo.2009
Quando mi guardo allo specchio, ritrovo i tuoi tratti. Più invecchio e più ti assomiglio, seppur il viso è stato stravolto sin da piccola da un incidente cambiandomi i connotati per sempre.
Saranno i capelli imbionditi e corti, saranno il colore degli occhi uguali ai tuoi, sarà che più gli anni avanzano e più il tuo ricordo si appiccica a me.
Un po’ di te, in me. Nella mia faccia.
Una persona me lo disse: "come ricordi la tua mamma, ora".
Parole che mi sono rimaste incollate alle guance.
Più mi scruto e più quelle parole diventano reali.
Eri una donna bella.
Forse porto addosso un po’della tua bellezza, adesso; adesso che i capelli iniziano a colorarsi d’argento.
Saranno i capelli imbionditi e corti, saranno il colore degli occhi uguali ai tuoi, sarà che più gli anni avanzano e più il tuo ricordo si appiccica a me.
Un po’ di te, in me. Nella mia faccia.
Una persona me lo disse: "come ricordi la tua mamma, ora".
Parole che mi sono rimaste incollate alle guance.
Più mi scruto e più quelle parole diventano reali.
Eri una donna bella.
Forse porto addosso un po’della tua bellezza, adesso; adesso che i capelli iniziano a colorarsi d’argento.
Buon compleanno mamma. Felice primavera.
lunedì 16 marzo 2009
My third tattoo
..tratto da un mio disegno che diventerà presto un quadro e lievemente modificato.Il delfino nel sole è un restyling di un vecchio tatuaggio.
Tatuato dal sempre bravissimo Sago
martedì 10 marzo 2009
lunedì 23 febbraio 2009
mercoledì 18 febbraio 2009
MyM
...non stai come un immaginetta nelle tasche del mio portafoglio, perchè ti porto nel cuore.
Il mio respiro è il tuo...
Il mio respiro è il tuo...
lunedì 16 febbraio 2009
triSTE
Le giornate stanno indossando luce allungando il loro elastico.
Oggi sono stanca e cupa, non indosso nessuna luce ma solo un elastico che tende nella sua fionda tanta tristezza...
Oggi sono stanca e cupa, non indosso nessuna luce ma solo un elastico che tende nella sua fionda tanta tristezza...
giovedì 5 febbraio 2009
Stefania, un pò..
Mi lamento sempre
del mio sorriso,
Incollato alla bella e meglio.
Dicono che è speciale.
Saranno le mie rughe,
ad intrappolare
quel poco di luce.
Sarà la donna,
che scalpita
per una nuova alba.
Oppure i volti del mare,
che rivelo
nel lambire paesaggi.
O forse
semplicemente quei fiori
nascosti nel prato dei miei occhi
del mio sorriso,
Incollato alla bella e meglio.
Dicono che è speciale.
Saranno le mie rughe,
ad intrappolare
quel poco di luce.
Sarà la donna,
che scalpita
per una nuova alba.
Oppure i volti del mare,
che rivelo
nel lambire paesaggi.
O forse
semplicemente quei fiori
nascosti nel prato dei miei occhi
lunedì 2 febbraio 2009
In punta di ciglia
Quella notte
della tua voce m’abbigliai.
La luna, da lontano
le labbra di luce mi sfiorò.
A me,
il tuoi occhi attorcigliai,
scintille color dell’ebano
che in perle l’attimo inchiostrò.
Lenta
dalla finestra mi voltai,
la seta strinsi nella mano
quando il lieve sonno rientrò
In quel restare
parole in punta di ciglio.
In quel salutare
un poco, un gentile appiglio
..parole d'una sera..
della tua voce m’abbigliai.
La luna, da lontano
le labbra di luce mi sfiorò.
A me,
il tuoi occhi attorcigliai,
scintille color dell’ebano
che in perle l’attimo inchiostrò.
Lenta
dalla finestra mi voltai,
la seta strinsi nella mano
quando il lieve sonno rientrò
In quel restare
parole in punta di ciglio.
In quel salutare
un poco, un gentile appiglio
..parole d'una sera..
lunedì 26 gennaio 2009
Un altro Gennaio
Un altro gennaio è vivo e freddo nelle mie ossa.
Mi stringo fra le braccia, un altro anno cucito al cuore, con le sue cicatrici rosa e suoi piccoli tatuaggi colorati, forse sbiadiranno insieme ad una donna dai fili argentei, cornice al mio ritratto.
Mi stringo fra le braccia, un altro anno cucito al cuore, con le sue cicatrici rosa e suoi piccoli tatuaggi colorati, forse sbiadiranno insieme ad una donna dai fili argentei, cornice al mio ritratto.
no yellow
Oggi, sono un anima fragile e il giallo di questo luogo stride al mio sguardo umido, non ho gialli, ne verdi, ne blu, solo trasparenze sfumate che non distinguo
Miscele che non riesco a cogliere.
Mi adagio nei miei palmi ed invano chiedo soccorso.
Miscele che non riesco a cogliere.
Mi adagio nei miei palmi ed invano chiedo soccorso.
lunedì 19 gennaio 2009
mercoledì 7 gennaio 2009
CaVal..eria
su richiesta di mia nipotina che da un pò mi chiedeva di fare arte per lei disegnadole un cavallo, la sua grande passione.

particolari..
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