Stamani sono arrivata più tardi del solito. Piove.
Arrivo sempre un po’ in ritardo.
Mi perdo.
Mi perdo nel tempo, nel cuscino, davanti all’armadio, nei vestiti che metto, che tolgo, che rimetto e ritolgo; mi abbandono nello specchio, nel trucco, nel dentifricio, nelle scarpe e nei miei gesti.
Ma stamani la pioggia ha paralizzato i minuti, le auto, le persone e l’asfalto.
Stamani sono arrivata più tardi, sì più tardi del solito, tardi sotto le pioggia, tardi coi capelli bagnati, tardi, guardando l'orologio che non indosso.
giovedì 16 aprile 2009
martedì 14 aprile 2009
Occasionalincontri
Alzai di colpo la testa per vedere la luce bucarmi il viso.. e d’improvviso affondai in un paio d’occhi color del ghiaccio, puliti e seri. Mi imbattei poi nel suo viso e nei suoi capelli color dell'argento, corti e sbarazzini. Un volto che altre volte vidi e che spesso cerco. Frugo fra le tante teste e fra le molte orecchie occupate dagli auricolari e dalla musica del mattino e della sera, nei viaggi metropolitani che si fanno per andare e tornare dal lavoro. bene o male si hanno gli stessi orari, la stessa carrozza.
Sarà quel colore di capelli che mi rassicura, quel suo viso serio e buffo insieme, quell’estraniarsi dal mondo che comprendo.
Incontri occasionali in cui entrambi sappiamo di esserci già visti.
Alcuni istanti in cui le lacrime si fanno calde e corrono al cuore.
Un sorriso e un pianto nello stesso impasto.
Sarà quel colore di capelli che mi rassicura, quel suo viso serio e buffo insieme, quell’estraniarsi dal mondo che comprendo.
Incontri occasionali in cui entrambi sappiamo di esserci già visti.
Alcuni istanti in cui le lacrime si fanno calde e corrono al cuore.
Un sorriso e un pianto nello stesso impasto.
lunedì 13 aprile 2009
Spellature
Le spalle nude costrette alla parete, sentire il freddo del muro, schiacciarsi contro con prepotenza. Stringere i denti sino a violentare le mascelle e sentirle talmente dure da scricchiolare.
È quel po’ di dolore che si procura per sentire la vita imbattersi nel suo corpo.
Questa volta così. Altre volte in altri modi. Piccole lesioni interne. Mentali?
Sta attenta al suo corpo, lo idrata, lo liscia, lo espone ai giudizi, perché i suoi spesso sono maltrattati, sgarbati. Così si aggiusta con la cortesia del mondo fuori. Quel mondo distante di cui non sente il contatto.
Non sono giornate buone. Sono giornate lunghe e noiose, senza sguardo.
Eppure i suoi occhi sono cosi belli, cosi limpidi, cosi soli.
Eppure lei, lei sa amare così tanto.
È quel po’ di dolore che si procura per sentire la vita imbattersi nel suo corpo.
Questa volta così. Altre volte in altri modi. Piccole lesioni interne. Mentali?
Sta attenta al suo corpo, lo idrata, lo liscia, lo espone ai giudizi, perché i suoi spesso sono maltrattati, sgarbati. Così si aggiusta con la cortesia del mondo fuori. Quel mondo distante di cui non sente il contatto.
Non sono giornate buone. Sono giornate lunghe e noiose, senza sguardo.
Eppure i suoi occhi sono cosi belli, cosi limpidi, cosi soli.
Eppure lei, lei sa amare così tanto.
giovedì 9 aprile 2009
Pietà
Scintille di intelligenza divina
Soffiano purezza su marmo bianco
tormentato di antica Pietà
Già allora ti amai
Nobile genio dall’alito immortale
smarrendomi nell’umana pubertà
Della creatività fluita
la Grande Madre fiatò
il respiro di Dio fra le tue sapienti dita
Figlio
Sorretto sul ventre del mondo,
a quest’uomo in bilico
donasti la morte per offrire la vita
..Pasqua..
Soffiano purezza su marmo bianco
tormentato di antica Pietà
Già allora ti amai
Nobile genio dall’alito immortale
smarrendomi nell’umana pubertà
Della creatività fluita
la Grande Madre fiatò
il respiro di Dio fra le tue sapienti dita
Figlio
Sorretto sul ventre del mondo,
a quest’uomo in bilico
donasti la morte per offrire la vita
..Pasqua..
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