mercoledì 2 ottobre 2013

lunedì 19 agosto 2013

inadeguatezza


é come essere in una scatola dalle pareti troppo alte. Ogni mattino é un lento graffio sul mio ventre. L'ago sottille diviene una ferita nella mia testa. Non sono sicura di stare in piedi. Quanto può essere alto un desiderio? Forse è solo il mio desiderio a non essere cosí alto. Sono solo sbagliata.

lunedì 22 aprile 2013

tutto è caduto

Ora tutto è caduto. Papà.
Papà, te ne sei andato via anche tu.
Ora sei accanto alla mamma.
Meritavate più gioia più serenità cari mamma e papà.
E adesso siamo rimasti noi, i figli, qui a piangere ed ad avere un cuore stritolato.
Papà, mi manchi tanto, eri solo tu, ma eri tu e lei insieme, adesso, adesso non ci siete più!
Non ci siete più, non ci siete più.
Non è reale. Non mi sembra reale, ma la camera è vuota e silenziosa e spoglia; si spoglia delle tue espressioni, dei tuoi rimproveri, del tua terstardia, dellle tue critiche. Eri sempre una critica, ma sapevi essere dolce e sapevi anche ridere, hai riso così poco.
Ora non potrò più dire ciao pà, non potevo più dire ciao mà.
Grazie di essere stato mio padre. Tua figlia

martedì 9 aprile 2013

Ora tutto cade. Ti ringrazio fratello mio.

Ancora freddo e un padre piegato dentro le sue esili ossa.
Tanto freddo nel cuore.
La testa cade a penzoloni e un fratello caro che lo raccoglie da sotto le ascelle e come fosse piuma lo adagia sul letto.
Le mani nodose e lunghe e quel che resta di energico e paura si aggrappano e provano a stringere un figlio, ora lui il suo pilastro.
Per non cadere, perchè ora tutto cade

lunedì 25 marzo 2013

nessun titolo

Questo inverno non ne vuole sapere di arrendersi alla primavera.
Il grigio e la pioggia mi stanno annientando lentamente.
Devo assorbire luce.
Ho necessità di luce.
Devo sconfiggere questo umore, atonia, depressione che stanno divorando ogni me.
È un consumo lento e mi fa male, tanto male.

Mio papà peggiora sempre di più e non resisto in quella casa più di un paio d'ore, mi manca l'aria, l'ansia aumenta e il respiro si inceppa. Domani mi tocca andare li. Sto già male, lo stomaco e la gola si sono già chiusi. Vorrei urlare, prendere a calci il muro sino a farmi davvero male, a frantumarmi qualche ossa e piangere, piangere dal nervoso e dolore insieme. Ma non posso. Il cervello me lo vieta. Tutto diviene gabbia. Tutto è claustrofobia.

lunedì 18 marzo 2013

Sfogo scritto

Vorrei tu morissi. Brutto pensarlo, orribile davvero e soprattutto ancor più orribile dirlo. Qualcuno perdoni questo mio pensiero. Ma quale senso ha continuare in questo modo. 43kl. Letto, divano, divano, letto. Vomiti continui. Tutto mi riporta indietro, con la malattia di mia mamma.
Ogni cosa odora di malattia. Aria viziata e merda.
È tutta difesa, la mia difesa. Difendermi per sopravvivere. Si perché la depressione è alle mie calcagna come un corvo nero sulla spalla e l'ansia sempre in agguato e che cerco di combattere con la respirazione, ma che è li, pronta ad afferrarmi la pancia, stringermi l'intestino e lo stomaco.
Inoltre questo inverno ha deciso di sostare troppo a lungo con il suo freddo, la sua pioggia e il suo grigiore. Non mi aiuta affatto. Sono sempre stanca e affaticata, le mie forze hanno deciso di oziare e cerco, cerco con la corsa di non mollare, ma il respiro è faticoso e la milza si fa sentire. Anche a correre fatico come non prima. Vorrei che tutto questo smettesse al più presto. Inoltre sono silenziosa perché non parlo più con nessuno, trascorro la maggior parte dei giorni a casa, non avendo più un lavoro, si, un lavoro che mi costringa ad uscire ed ad essere in un luogo con altra gente, anche solo un saluto, una chiacchiera, uno scazzo, ma almeno sto con altra gente e ciò distrae, distrae da tutto questo malessere e questa situazione che respiro e che mi porto appresso. Pensare che sono sempre stata benissimo da sola, anzi cercavo la solitudine perché mi faceva stare bene. Ora tutto si è ribaltato e non ho istruzioni, mi sento persa, smarrita in questa dimensione che non è più mia.
Mi mancano le risate, i sorrisi.
Già perché io non sorrido più. Non sorrido più. Non sorrido più.
Desidero uscire da questa trappola. Sono in una prigione e necessito al più presto di aria, aria pulita. Devo respirare, respirare, respirare!
In questo brutto e lungo periodo i capelli grigi sono aumentati a dismisura, la pelle si è sciupata più velocemente ed io mi sento e mi vedo più vecchia. Questo mi spaventa un po'.
Ho paura. Ho una fottuta paura di non farcela, al solo scriverlo miei occhi si riempiono di lacrime e la voglia di piangere  si fa concreta.
Io devo sopravvivere a tutto questo.

lunedì 4 marzo 2013

Provarci ancora...

Ho corso con le lacrime, ma ho corso!
Passi umidi, uno dopo l'altro, ma passi in avanti.
50 minuti di passi, fatica e umidità!
Non so se ne uscirò, ma io ci provo. Anche se la pancia brontola sempre.

mercoledì 16 gennaio 2013

Grigio e umido

Sono triste, qui da sola.
Guardo fuori dalla finestra, solo grigio e umido.
Sono grigia e umida.